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Gesù nella casa di Pietro

Sintesi dell'incontro del primo venerdì del mese - 5 ottobre 2018
Tema: “Gesù nella casa di Pietro” (Mt. 8,14-15; Mc 1,29-31)
Dalla relazione di Don Filippo Raimondi

In questi incontri saremo chiamati a contemplare Gesù che guarisce ed esamineremo diversi episodi del Vangelo.
Gli studiosi del Vangelo secondo Marco dicono, e probabilmente hanno argomenti per dirlo, che se si tolgono gli ultimi tre capitoli che parlano della passione, morte e risurrezione di Gesù, quindi se consideriamo solo i primi tredici capitoli, per i due terzi del Vangelo secondo Marco, Gesù incontra i malati e li guarisce. Gesù si trova a misurarsi con i malati.
Mi è stato chiesto di soffermarmi su uno dei grandi miracoli di guarigione che aveva fatto Gesù il quale ha guarito nientemeno che la suocera di Pietro. Non possiamo poi andare a fare le battute sulle suocere, ma il problema, ovvero il tema è la suocera di Pietro.
Quando san Marco scrive il suo Vangelo, i suoi lettori, i primi ascoltatori, le prime comunità cristiane ascoltano il racconto di Gesù che guarisce la suocera di Pietro. Avete presente Pietro, il primo degli Apostoli, il leader riconosciuto della comunità cristiana e san Marco che era il suo segretario, era uno degli amici più intimi.
Le persone che lo stanno ascoltando non sono come in una chiesa strapiena come questa, non sono centinaia di persone, sono un gruppetto di amici, un gruppetto di coraggiosi, di gente che si conosceva, che si stimava, che si voleva bene.
Gesù è andato addirittura a casa di Pietro e questo è stato un evento molto importante.
Qualche mese fa, nella parrocchia dov’ero, è arrivato il vescovo in visita pastorale. Sono abbastanza convinto che nei prossimi mesi e nei prossimi anni arriverà anche nelle vostre parrocchie e si verificherà la medesima cosa.
Il vescovo Cesare, vescovo di Torino, sta facendo la visita pastorale nelle parrocchie e una delle cose che dice sempre, e lo ha detto anche a me e a noi parroci: “mi raccomando, segnalatemi alcuni malati perché voglio andare a visitarli”. C’è stato solo l’imbarazzo della scelta; nelle parrocchie di queste nostre città i malati sono tanti perché la popolazione è tanta. I nostri collaboratori e i ministri straordinari dell’Eucaristia hanno preso l’elenco dei malati e poi, forzatamente, ne abbiamo scelto solo qualcuno.
Siamo andati per preparare questa visita del vescovo, siamo andati a parlare a questi malati e alle loro famiglie dicendo loro che il vescovo Cesare desidera benedire e incontrare i parrocchiani, i bambini del catechismo, e ha piacere di incontrare anche i malati. “Siete contenti se viene anche a casa vostra?” “Contentissimi…” è stata la risposta.
Infatti questa visita è stato uno dei momenti più alti della visita pastorale del vescovo Cesare.
Ho accompagnato il vescovo Cesare a casa di alcuni signori e signore che poi per giorni, per settimane e i mesi successivi non parlavano d’altro; “è venuto il vescovo a casa mia”, ripetevano con gioia.
Pensate, Gesù è andato a casa di Pietro perché c’era una delle persone cui lui voleva bene, la suocera, che stava male.
Il racconto della guarigione di Gesù della suocera di Pietro è fatto di poche parole; la trovate nei tre Vangeli cosiddetti sinottici: Matteo, Marco, Luca, poche parole, tre versetti in Marco, due versetti in Matteo e in Luca. Poche parole, incorniciate, però, da un contesto di fede.
Vi invito, andando a casa stasera o nei prossimi giorni, a riprendere il Vangelo secondo Matteo e a leggere questo racconto della guarigione della suocera di Pietro che è preceduto da un’altra guarigione, quella del figlio del centurione. “O Signore non son degno di partecipare alla tua mensa, non sono degno che tu venga a casa mia, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato”. Dirà Gesù: “grande è la fede di quest’uomo”.
Nel Vangelo secondo Marco e in quello secondo Luca, la guarigione della suocera di Pietro è preceduta dalla guarigione di un indemoniato che si mette a urlare nel cuore dell’assemblea: “Tu sei il santo”. Allora, proprio questo contesto mi aiuta a dire e a condividere con voi, che qui si va oltre una semplice guarigione.
La suocera di Pietro era a letto con la febbre; tutti noi abbiamo avuto questa esperienza. Quando io ho la febbre prendo la tachipirina e quasi sempre con la tachipirina me la cavo.
Qui si parla della fede di Pietro, di singole persone e di intere comunità.
Fratellie sorelle, si parla della fede mia, della fede dei confratelli e degli amici che sono qui, e della vostra fede.
Quando si ha la febbre non si ha voglia di far niente, non si ha appetito; ma ci chiediamo: la mia fede ha la febbre?
Gesù ha guarito la suocera di Pietro la quale, guarita, si è messa a servirli.
La mia fede mi spinge al servizio?
Ognuno di noi si chieda: la mia fede ha la febbre?
Guarda che lì non basta prendere la tachipirina, perché dalla febbre della fede se ne esce prendendo la mano che Gesù ci tende e ci offre.
Afferriamo la mano di Gesù e mettiamoci a servire; prendiamo la tachipirina per eccellenza che elimina la febbre, ci dà la forza, ci mette in sesto e ci dà la spinta a rimetterci a servire. Gesù ci offre questa possibilità.
Afferriamo subitola mano di Gesù, vinciamo la febbre e ci mettiamo a servire chi ha bisogno del nostro aiuto.
A cura di M.M.

 

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Dove c’è vero amore di Dio c’è sempre servizio per l’uomo, un servizio, però, fatto con gioia, con umiltà e con tenerezza. 

(Don Adriano)